Dici Banca Etica e pensi alla Banca Popolare Etica, con il suo quartier generale di Padova. Pensi alla storia nata 14 anni fa con l'Associazione verso la banca etica, che ha raccolto l'esperienza delle Mag (Mutue per l'Autogestione, leggi) e di un'importante fetta delle realtà associative italiane (guarda la videointervista al Presidente di Banca Etica). Ma, in Italia, esiste anche un'altra banca etica. Si chiama Eticredito - Banca Etica Adriatica, è nata nell'aprile del 2006 e, a differenza della sorella maggiore - che ha aperto filiali in molte regioni d'Italia, opera esclusivamente nella Provincia di Rimini e a San Marino.
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"Rispetto a Banca Popolare Etica noi siamo più radicati nel territorio", sottolinea Nazzareno Gabrielli, direttore della filiale di Rimini. Eticredito offre mutui, prestiti personali, conti correnti, certificati di deposito, proprio come una banca commerciale. Le condizioni applicate ai prodotti bancari sono in linea con la media dell'offerta italiana. Ma, assicura il direttore della filiale di Rimini, il modo di "fare banca" è differente. A Nazzareno Gabrielli, Ofe-Osservatorio finanza etica ha chiesto di spiegare perché.
Dott. Gabrielli, diciamolo francamente: a gran parte dei correntisti italiani, la sola idea di associare i due termini, "banca" ed "etica", sembrerebbe fuori luogo...Cosa rende Eticredito diversa da una banca commerciale?
Gabrielli: Eticredito si ispira ai principi della finanza etica: equa remunerazione del risparmio, trasparenza assoluta, promozione di sostegno finanziario a progetti di utilità sociale non disgiunti dalla finalità imprenditoriale, solidarietà per le fasce sociali più deboli, sviluppo del territorio...
Ofe: Partiamo dalla remunerazione del risparmio.
Gabrielli: Il nostro conto corrente ordinario offre una remunerazione del 2.75% lordo, tra le migliori dell'offerta italiana. Stesso discorso anche per il Libretto di Risparmio che dà il 2,75% lordo, mentre i certificati di deposito rendono di più, tra il 3,00 e il 3,50% (lordo), in funzione della durata del vincolo - 3, 6 o 11 mesi..
Ofe: La finanza etica non rischia di essere una mera dichiarazione di intenti? Come si può coniugare con l'attività bancaria tradizionale?
Gabrielli: Una delle caratteristiche della finanza etica è quella di prestare attenzione alle conseguenze non economiche di determinate azioni economiche...
Ofe: Facciamo un esempio concreto.
Gabrielli: La possibilità di finanziare un'impresa che inquina viene esclusa dalla finanza etica proprio per le conseguenze non economiche legate all'impatto ambientale. Per contro, se finanziamo una cooperativa sociale di inserimento lavorativo per i disabili, è anche per l'effetto non economico che, in questo caso, l'attività economica incorpora e persegue.
Ofe: In questo modo, però non c'è il pericolo di erogare finanziamenti più "rischiosi"?
Gabrielli: L'analisi del merito creditizio, che rappresenta la base per poter "fare banca", rimane, ma
viene effettuata in termini non meramente economici. L'esame dei numeri viene sempre affiancato da una valutazione di tipo etico.
Ofe: I vostri clienti sanno dove "finiscono" i loro soldi?
Gabrielli: Certamente: un'altra delle caratteristiche della finanza etica è la trasparenza totale. Per esempio, sul sito web di Eticredito, sono disponibili l'elenco di tutte le cooperative sociali che vengono finanziate, e l'ammontare complessivo dei finanziamenti alle persone fisiche sottoforma di mutui casa o prestiti personali. In definitiva, il nostro conto corrente ordinario è un conto "etico"...
Ofe: Un conto corrente..."etico"?
Gabrielli: Il nostro correntista sa che i suoi risparmi verranno utilizzati esclusivamente per sostenere il Terzo Settore - associazioni, onlus, cooperative sociali - contribuire alla salvaguardia ambientale o garantire l'accesso al credito in modo equo e solidale, ad esempio attraverso progetti di microcredito.
Ofe: E niente investimenti nell'industria delle armi...
Gabrielli: I soldi dei correntisti non verranno mai utilizzati per finanziare il traffico di armi o imprese che operano a danno dell'ambiente e della persona. Lo stesso discorso vale per gli altri prodotti finalizzati alla raccolta del risparmio: libretti di deposito, certificati di deposito e anche per le obbligazioni etiche.
Ofe: Resta da capire cosa ci possa essere di etico in un'obbligazione...
Gabrielli: Le nostre obbligazioni sono "etiche" perché Eticredito finanzia quasi esclusivamente realtà appartenenti al terzo settore e al no profit. Inoltre, tutti i prodotti di risparmio offrono la possibilità di devolvere i rendimenti, destinandoli in tutto o in parte ad associazioni no profit.
Ofe: Quanto fanno guadagnare le obbligazioni di Eticredito?
Gabrielli: Il rendimento annuo è "agganciato" al TUR, il Tasso Ufficiale di Riferimento determinato dalla Banca Centrale Europea, e corrisponde al 4% (lordo, 3,531% netto).
Ofe: Cosa deve fare un risparmiatore di Milano o di Roma che volesse sottoscrivere le vostre obbligazioni?
Gabrielli: Eticredito vuole conservare una caratteristica di forte radicamento sul nostro territorio, mantenendo una filiera corta, nella finanza, tra chi versa il denaro e chi viene finanziato. Detto questo, chi vive a Torino, Palermo, Roma, Milano e vuole aprire un rapporto di deposito sulla banca, può farlo attraverso convenzioni con altri istituti di credito.
Ofe: Con quali istituti avete attivato forme di partnership?
Gabrielli: Al momento l'unica Convenzione è quella con la Cassa di Risparmio di Rimini, che ha filiali a Milano, Roma, Bologna, Pescara, Ancona, Perugia, Campobasso e in altre città. Presso questa banca è possibile già oggi sottoscrivere le nostre obbligazioni. In futuro, anche con altri istituti potrebbero essere formalizzati accordi analoghi.
Ofe: Una banca etica non può dirsi tale se non è attiva nel microcredito. Voi avete qualche iniziativa in cantiere?
Gabrielli: Nel gennaio 2007 abbiamo attivato un progetto in collaborazione con l'Associazione Famiglia Insieme - Caritas, finalizzato a risollevare le famiglie da situazioni di particolare disagio economico.
Ofe: Quante persone avete finanziato?
Gabrielli: A distanza di un anno e due mesi abbiamo finanziato 128 prestiti per un totale di oltre 250.000 euro.
Ofe: Chi sono i destinatari delle piccole somme erogate?
Gabrielli: Sono cittadini italiani o extracomunitari esclusi dall'accesso al credito bancario perché non possono offrire garanzie, compresi i protestati.
Ofe: A proposito, quali sono l'importo e la durata massimi del vostro microcredito?
Gabrielli: L'importo massimo erogabile è di 3.000 euro, rimborsabili in 36 mesi ad un tasso effettivo del 4%. L'importo e la durata media dei prestiti sono rispettivamente di 2.100 euro e 24 mesi.
Ofe: E se il beneficiario è in difficoltà con il rimborso delle rate, scatta immediatamente la procedura di recupero crediti, come per un prestito "tradizionale"?
Gabrielli: No. Semplicemente, alla seconda rata non pagata, avviamo un processo di rinegoziazione del prestito.
Ofe: Avete già avuto casi di questo genere?
Gabrielli: Si, la rinegoziazione del prestito è stata applicata già diverse volte...
Ofe: Quello di Banca Etica Adriatica è un microcredito finalizzato alla nascita di nuove imprese, come quello proposto da Yunus?
Gabrielli: No, si tratta, per lo più, di una forma assistenziale di microcredito: i nostri prestiti senza garanzia sono serviti a pagare bollette arretrate di luce e gas, interventi odontoiatrici, le spese per il ricongiungimento familiare o la retta per l'iscrizione dei figli all'asilo o alla scuola dell'obbligo. Tuttavia, è in fase di studio un progetto di microcredito dedicato alle microimprese in fase di start-up che vogliono avviare una nuova attività.
Ofe: Quanto ci vorrà per avviare questa seconda iniziativa?
Gabrielli: Il progetto è già definito, nelle sue linee essenziali, ma vorremmo coinvolgere anche altri soggetti, per esempio le organizzazioni artigiane e del commercio.
Ofe: Sarete pronti a partire entro l'anno?
Gabrielli: Non lo escluderei.
Ofe: Eticredito è la seconda banca a livello nazionale. Quali sono i vostri rapporti con Banca Popolare Etica?
Gabrielli: Si tratta di una semplice collaborazione commerciale relativa ad alcuni prodotti, come per esempio, il finanziamento solare termico, che serve a finanziare l'installazione di un impianto a pannelli solari.
Ofe: Quali sono le prospettive di crescita?
Gabrielli: L'assemblea dei 55 soci fondatori di Eticredito - Banca Etica Adriatica, riunitasi di recente, ha deliberato l'aumento del capitale sociale che è raddoppiato passando dai 7,8 milioni ai 15,6 milioni di euro. Un patrimonio più cospicuo, di cui possiamo disporre per ampliare la nostra attività. Ma sempre, naturalmente, nel rispetto dei principi della finanza etica.
Ofe: Chi sono i soci di Eticredito?
Gabrielli: Sono espressione di diverse categorie professionali, persone fisiche, giuridiche ed enti aventi domicilio nei comuni della provincia di Rimini e della Repubblica di San Marino. La quota più alta è detenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, ma nessun socio esercita il controllo totale su Eticredito.


