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Microcredito a Bologna: parlano i (neo)imprenditori

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Pubblicato il 10 aprile, 2007

"Prima di ottenere il finanziamento grazie al Progetto Integrato Competenze Trasversali Carriere Femminili, abbiamo partecipato ad un altro bando: siamo arrivate quarte, ma il finanziamento andava soltanto ai primi tre", raccontano Paola Melle e Roberta Gollini, giovani socie titolari dell'agenzia We plan, specializzata nell'organizzazione di matrimoni ed eventi. "Per fortuna, allo sportello della Provincia di Bologna alla quale ci eravamo rivolte, ci hanno indirizzate ad un altro bando, che stava scadendo...E questa volta, abbiamo stravinto".

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Paola e Roberta ce l'hanno fatta. Sorridono, soddisfatte, anche perché gli affari vanno bene ("di certo non ci stiamo annoiando"). E se hanno coronato il sogno di aprire un'agenzia di wedding planner (tutta loro) devono molto anche al progetto sperimentale di microcredito a sostegno dello sviluppo professionale e imprenditoriale femminile avviato nel maggio dello scorso anno grazie alla collaborazione di tre soggetti: la Provincia di Bologna, che ha messo a disposizione un fondo di garanzia di 100 mila euro, Ecipar-Emilia Romagna e Libra.net, che hanno seguito le procedure di bando, convocazione della commissione di valutazione ed esame delle richieste, accompagnamento dei singoli progetti.

L'iniziativa si inserisce all'interno del Progetto Integrato Competenze Trasversali Carriere Femminili, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, dall'Unione Europea e dal Ministero del Lavoro e ha finanziato 25 attività imprenditoriali a partecipazione prevalentemente femminile per un importo totale di 550.000 euro.

"Fin da subito ci siamo orientate alla possibilità si sfruttare aiuti all'imprenditoria femminile", racconta Paola: ecco perché, ancora prima di ottenere il finanziamento di 22.500 euro al 3%, (più uno scoperto di conto di altri 3.000 euro) non si sono rivolte alle banche.

Un percorso diverso da quello di Fatima Mohamed, giovane imprenditrice nativa del Kenia che, grazie al progetto di microcredito, ha potuto dare vita alla Components Market Place S.a.s, un'impresa specializzata nella fornitura di pezzi di ricambio per macchine automatiche del comparto packaging-imballaggio. "Prima di accedere il microprestito, mi sono rivolta agli istituti di credito. Ma per chi ha già un mutuo sulle spalle, è difficile ottenere un finanziamento", racconta Fatima con accento vagamente emiliano ("sono arrivata a Bologna nel 1989"). "In banca vedono una donna di colore, giovane, appena uscita dalla maternità...figuriamoci se ti danno fiducia".

Quella fiducia Fatima l'ha trovata in Ecipar-Emilia Romgna da cui, racconta, "ho ricevuto un supporto non solo economico (28.000 euro), ma anche formativo: grazie al corso telematico a cui hanno avuto accesso via internet, con nome utente e password personali, tutti i beneficiari del progetto, abbiamo sviluppato delle competenze importanti in termini di gestione aziendale; perchè", conclude Fatima, "se chi ha un'idea imprenditoriale, poi non è in grado di gestire l'azienda, si va incontro a seri problemi".

Sono due le peculiarità del progetto che vede coinvolte la Provincia di Bologna accanto alle due associazioni Ecipar Emilia-Romagna e Libra.net: la prima, è legata alla modalità di rimborso del microcredito; per i primi 12 mesi, infatti, quelli più difficili per l'avvio di una nuova attività, perché nei primi tempi il titolare ha bisogno di concentrare tutte le sue energie sul progetto d'impresa, i beneficiari pagano soltanto gli interessi. Solo dal tredicesimo mese in poi, si rimborsa anche la quota di capitale.

L'altra prerogativa è il target, e infatti le beneficiarie sono solo donne, impegnate a costruire un progetto d'impresa nel mondo della cultura, dell'assistenza socio-sanitaria, della formazione e del turismo, ma non solo. "Si va dalla società di produzione audiovisiva, alla piccola casa editrice, dall'agenzia specializzata nell'organizzazione di cerimonie matrimoniali, al negozio di oggetti di cristallo. Ma abbiamo finanziato anche un centro tatuaggi, un'azienda di stilisti parrucchieri, una società di progettazione-sviluppo componenti tecnologiche, e poi un asilo e un laboratorio per la produzione di pasta fresca", osserva Anna Lancioni, la responsabile di Ecipar Emilia-Romagna che ha seguito il progetto in tutte le sue fasi.

"Il bando si è aperto il 2 maggio e si è concluso metà giugno. Fino a febbraio c'è stata la possibilità di accendere il finanziamento che comunque deve essere realizzato entro il mese di maggio". Tempi serrati, che si spiegano con la necessità di privilegiare le persone già in possesso di un'idea ben chiara del progetto d'impresa da realizzare.

A tutte le persone coinvolte è stato erogato un finanziamento fino a 5 mila euro (rimborsabili in 36 mesi), nella forma di scoperto di conto, o fino a 30 mila euro (rimborsabili in 5 anni), nella forma del mutuo assistito da garanzie. In questo caso, infatti, il fondo di garanzia copre l'80% del finanziamento, mentre a copertura del restante 20% è richiesta una garanzia patrimoniale.

Le richieste di microprestiti sono state esaminate da una commissione di valutazione presieduta da un rappresentante di Ecipar, che è anche capofila del progetto, e composta da rappresentanti di Ecipar Emilia-Romagna e Libranet, Provincia di Bologna, e dei due istituti di credito, Emilbanca, e Carisbo, depositarie del fondo di garanzia istituito dalla Provincia, ciascuna nella misura del 50%. "Si tratta di due istituti molto diversi", spiega la coordinatrice del progetto, "la prima nasce dalla fusione di alcune Casse Rurali ed ha poche filiali distribuite nel perimetro della provincia, la seconda molta radicata sul territorio". I due partner bancari hanno applicato un interesse pari all'Euribor 3 mesi più, rispettivamente, lo 0,30 e lo 0,75%. Diverso anche il coefficiente di moltiplicazione riconosciuto dalle due banche emiliane: la prima disposta ad erogare un importo totale pari a tre volte l'ammontare del fondo di garanzia; la seconda impegnata ad utilizzare un coefficiente di moltiplicazione pari a 20.

Stando a quanto racconta chi il microcredito l'ha ricevuto, il bilancio dell'iniziativa sembra soddisfacente: "I Punti di forza del progetto sono stati tre", chiosa Fatima Mohamed: "la disponibilità e la competenza dei coordinatori, l'eccellente comunicazione tra i vari enti, a cominciare da Provincia ed Ecipar-Emilia Romagna, infine, l'immediatezza dell'erogazione del mutuo: ci sono voluti solo 30 giorni".

Qualche suggerimento? Se si esclude la "rigidità" intrinseca del bando pubblico e la necessità di sostenere costi aggiuntivi, legati alla richiesta di carta di credito, conto online e fideiussione, tutto sembra essere andato per il verso giusto. Un buon auspicio per il futuro? "Per il momento non è prevista una riedizione a breve del progetto di microcredito", conclude Anna Lancioni, e la ragione è che il progetto Competenze Trasversali Carriere Femminili sta per concludersi e con esso i fondi stanziati da Regione UE e Ministero. "Ma c'è sempre la possibilità che un nuovo progetto veda la luce, magari grazie ad un nuovo fondo di garanzia istituito ad hoc". spacer

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