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A Torino non hanno il fondo di garanzia. Ecco perché

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Pubblicato il 18 febbraio, 2008

Finanziare un'idea imprenditoriale, anche se chi ha avuto quell'idea non può fornire le garanzie patrimoniali che normalmente vengono richieste da banche e società finanziarie. Il Microcredito nasce con questa missione. La stessa che permette alle molte iniziative di microcredito sorte negli ultimi anni di andare avanti, nonostante le difficoltà. Ma i "nobili intenti" di chi fa microcredito spesso si scontrano con la realtà dei fatti. Perché i cosiddetti "non bancabili", coloro che sono "esclusi"dal circuito del credito, sono tanti. Tantissimi. E le risorse non bastano mai.

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La maggior parte dei progetti italiani è costruita sulla partnership tra le associazioni di volontariato, o le Caritas, le banche, ed un ente (tipicamente una Fondazione Bancaria, o le amministrazioni locali) che mettono a disposizione un fondo di garanzia.

In questo modo l'istituto erogante non rischia nulla e, in caso di insolvenza, ha le spalle coperte. Ma i fondi di garanzia non sono illimitati. Spesso sono sufficienti a coprire soltanto pochi finanziamenti all'anno. E per tutti gli altri la strada del credito resta sbarrata.

PerMicro, la società specializzata in Microcredito nata a Torino nel mese di giugno, ha un'ambizione: fare microcredito senza contare su fondi di garanzia. Ovvero rischiando sulla propria pelle. PerMicro propone un modello diverso, lo stesso che ha fatto della Grameen Bank, la banca del Premio Nobel Muhammad Yunus, un modello da seguire in tutto il mondo. E lancia una sfida: è possibile fare microcredito guadagnandoci? Ofe-Osservatorio finanza etica lo ha chiesto ad Andrea Limone, 29 anni, amministratore delegato di PerMicro.

Ofe: Dott. Limone, si può fare microcredito guadagnandoci?
Limone: Il nostro obiettivo, per il momento è quello di non avere perdite. Se si possa anche guadagnare, lo scopriremo...

Ofe: Come nasce l'idea di creare una società specializzata nel microcredito?
Limone: Nasce da un'esperienza che ho fatto personalmente in alcuni progetti di microcredito, nell'ambito delle iniziative promosse da Banca Popolare Etica. E nasce dalla consapevolezza che nessuno dei progetti di microcredito avviati in Italia si è fino ad oggi posto il problema della sostenibilità dell'attività in toto.

Ofe: Cioè la possibilità di trasformare il microcredito da progetto di solidarietà "in perdita" a vero e proprio business?
Limone: Cioè la possibilità di fare del microcredito un'attività capace di generare reddito. Esattamente come qualsiasi altra attività imprenditoriale.

Ofe: Ed esattamente come fanno le banche...
Limone: Sì, ma noi vogliamo fondere la logica della solidarietà con quella del business. Il nostro obiettivo, per il momento, è quello di ricavare quel tanto di denaro che ci permetta di stare in piedi, ed andare avanti. Ma senza avere perdite.

Ofe: Quali sono i prodotti che offrite alla vostra clientela?
Limone: Proponiamo due prodotti: il Prestito Personale ed il Microcredito. In entrambi i casi l'importo varia tra i 2.000 ed i 15.000 euro.

Ofe: A chi si rivolgono questi due prodotti?
Limone: il Prestito Personale è rivolto ai cittadini italiani e stranieri che appartengono ad una rete di riferimento conosciuta, assunti con un contratto a tempo indeterminato (o determinato con garanzie di rinnovo) oppure di collaborazione ma con reddito adeguato.

Ofe: Cosa si intende per "rete conosciuta"?
Limone: Noi guardiamo con molta attenzione alle realtà del Terzo Settore: quindi, Associazioni, cooperative sociali, Ong...

Ofe: E il microcredito, invece, a chi viene erogato?
Limone: Di nuovo, a cittadini italiani e stranieri appartenenti a una rete di riferimento conosciuta e che, pur essendo dotati di capacità imprenditoriale, non hanno accesso al circuito tradizionale del credito, perché non possono offrire garanzie patrimoniali. Nel caso del microcredito, c'è un'altra condizione.

Ofe: Quale?
Limone: Il beneficiario che viene finanziato con il microcredito deve necessariamente appartenere ad una rete di riferimento - associazioni e comunità etniche, centri di aggregazione, parrocchie, associazioni e agenzie di sviluppo territoriale ma anche ONG, consorzi e cooperative sociali - che faccia da referente e da garanzia.

Ofe: Questo significa che la "rete di riferimento" deve offrire delle garanzie di tipo patrimoniale?
Limone: Assolutamente no. La rete di riferimento deve offrire garanzie sull'affidabilità del beneficiario, sulla sua storia, e deve assicurarci che lo accompagnerà nella realizzazione del suo progetto imprenditoriale.

Ofe: Quindi il vostro microcredito si rivolge soltanto a chi vuole finanziare l'avvio di una nuova attività. Lo stesso vale anche per il Prestito Personale?
Limone: No, il nostro Prestito Personale è un normale prodotto di finanziamento non finalizzato: per chi ha bisogno di 3.000 euro per rifare la cucina, pagare la cauzione dell'affitto, le spese dentistiche o acquistare un'auto usata.

Ofe: Quali sono i tassi applicati ai due prodotti, il Prestito Personale e il Microcredito?
Limone: Nel primo caso, il Tasso annuo nominale oscilla tra l'8,90% e il 10,90%. Nel caso del Microcredito, invece, i tassi sono ovviamente più elevati e sono del 10, 11, 12%.

Ofe: E qual è il taeg, che indica il costo complessivo del finanziamento?
Limone: Non si discosta molto dal Tan, perché le spese di istruttoria sono basse: 75 euro per il prestito personale e 100 euro per il microcredito.

Ofe: A Torino e altrove, in Italia, ci sono progetti di microcredito che offrono tassi più bassi, del 4 o 4,5%. Perché un potenziale microimprenditore dovrebbe rivolgersi a PerMicro e pagare interessi del 10, 11, o 12%??
Limone: Per alcune buone ragioni. In primo luogo, la professionalità dei nostri operatori; in secondo luogo, la flessibilità del nostro servizio, relativamente alla finalità d'uso ed alla modalità di rimborso. Infine, la rapidità di erogazione, elemento fondamentale e spesso poco considerato da chi eroga. E poi, per chi sta cercando un finanziamento, vale sempre un ragionamento: meglio un credito più costoso che nessun credito.

Ofe: Anche perché i destinatari del microcredito sono proprio le persone che in banca o presso le società finanziarie non otterrebbero mai un finanziamento...
Limone: Esatto. E poi noi proponiamo un servizio diverso: accanto all'erogazione del finanziamento, ai nostri clienti offriamo un servizio di accompagnamento e di monitoraggio relativo alla definizione del business plan e alla realizzazione del progetto imprenditoriale del cliente. E poi vale il discorso di maggiore competenza, efficienza e rapidità del servizio.

Ofe: Il vostro microcredito prevede anche forme di assicurazione o di "salvataggio", nel caso in cui il beneficiario dovesse essere in difficoltà con il pagamento di alcune rate?
Limone: Sì, nei casi in cui sia necessario, è possibile valutare la ristrutturazione del piano di ammortamento.

Ofe: Quanto tempo passa dal momento della richiesta all'erogazione del finanziamento?
Limone: È proprio questo il punto: se il beneficiario ha la necessità di ottenere il microcredito entro tempi brevi, supponiamo una o due settimane, allora gli conviene venire da noi. Se un potenziale cliente si rivolge a me per un progetto che vorrebbe realizzare tra sei mesi o un anno io lo indirizzo alle altre realtà che, anche a Torino, offrono condizioni di tasso più vantaggiose, grazie alla presenza di un fondo di garanzia.

Ofe: Chi valuta la "fattibilità economica" di un determinato progetto e decide quindi la concessione del credito?
Limone: L'analisi viene effettuata direttamente dal team di PerMicro. L'istruttoria rappresenta una fase molto importante di ogni progetto, proprio perché, a differenza di quanto accade in altri iniziative di microcredito, noi non abbiamo un fondo di garanzia che ci tuteli da eventuali insolvenze.

Ofe: Come mai PerMicro ha scelto di adottare un modello diverso?
Limone: Noi crediamo che fare microcredito possa essere un'attività imprenditoriale e che l'imprenditore, cioè PerMicro, debba assumersi un rischio. D'altra parte questo modello è lo stesso che da anni altre realtà conducono con ottimi risultati.

Ofe: Può citare qualche esempio?
Limone: La banca boliviana BancoSol, la messicana Banco Compartamos, ma anche la stessa Grameen Bank, la banca fondata dal Premio Nobel Muhammad Yunus.

Ofe: Quali tassi applicano queste realtà sudamericane?
Limone: Sempre al di sopra del 30%. Come vede, si tratta di tassi elevati ma, in quei Paesi, è l'unico modo per ottenere un finanziamento. Ed è un modello che, fino ad oggi, ha funzionato benissimo.

Ofe: Lei dice che la domanda di microcredito è molto ampia rispetto all'offerta. E che PerMicro nasce proprio con l'obiettivo di colmare questo divario. A regime, quanti finanziamenti verranno erogati in un anno?
Limone: L'obiettivo è quello di erogare circa mille micro-finanziamenti ogni anno.

Ofe: Verranno erogati tutti nel Comune di Torino?
Limone: No, l'idea è quella di aprire una decina di filiali in altrettante città. Ogni filiale erogherà un centinaio di finanziamenti all'anno.

Ofe: In quali città saranno aperte le nuove filiali di PerMicro?
Limone: Per adesso stiamo prendendo in considerazione le città di Milano, Roma, Brescia, Cagliari, Venezia, Cremona. Poi vorremmo aprire filiali anche a Napoli e Reggio Calabria. Ma stiamo parlando dei prossimi 18 mesi...

Ofe: Quali sono i tassi di sofferenza che vi attendete?
Limone: Èdifficile da prevedere: in Europa il tasso di sofferenza sui microcrediti è del 6-10%. Noi, naturalmente, vogliamo fare meglio.

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